Rodolfo_Luisi_Di Giulio
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“Ponte Romano, ponte degli innamorati” è la poesia di Nunzio Di Giulio

In occasione della festa di San Valentino pubblichiamo la poesia di Nunzio Di Giulio, ex ispettore della Digos e cittadino onorario di Cerignola

Il 14 febbraio si festeggia San Valentino, vescovo di Terni, complice di infelici amanti, protettore degli innamorati, santo dell'amore.

Una festività che ha origine molto antiche risalenti all'epoca pagana dove il 15 febbraio si festeggiava Luperco, dio della fertilità. Nel 495 d.C. Papa Gelasio I, per porre fine ai riti pagani della "lupercalia", istituì la giornata degli innamorati.
Sono tanti i secoli segnati da questa ricorrenza, innumerevoli gli amanti che hanno festeggiato questo giorno in intima compagnia, nel reciproco scambio di doni ed effusioni affettive che, nel corso del tempo, non sono mai cambiate.
Ricorrenze antiche di quell'affascinante e ricca epoca romana che ha segnato lo sviluppo e l'evoluzione di una grande civiltà caratterizzando il corso dei secoli con la cultura, le conquiste, i conflitti, i monumenti, le costruzioni che ancora oggi osserviamo imponenti ed impotenti di fronte a tanta bellezza.

La festa degli innamorati fu istituita quando già esisteva da circa 300 anni il Ponte Romano sull'Ofanto in prossimità della cittadina di Canosa di Puglia. Due segni di un passato sempre più vivo nel nostro presente. A ricordarcelo è Nunzio Di Giulio, ex ispettore della Digos, cittadino di Canosa di Puglia e cittadino onorario di Cerignola, con una poesia ricca di passione e amore per il proprio territorio:

Ponte Romano, ponte degli innamorati.

Ove in fitta vegetazione Fiume Ofanto scorri tra pietre,
fertili pianure,
da intrigo alti alberi,
luminosi fasci filtrano tra ciottoli
tremolanti in brontolante e fuggente acqua,
visibili come il cielo… celesti gioielli sembrano.

Sul suo letto disegnato dal vento scorre gioiosamente
quando su sue acque riflettono archi,
Ponte Romano,
luogo magico incantato.
Ponte degli innamorati
dove dichiararsi afferrandosi per mano,
dove sussurrare dolci parole
suggerite dalla voce dell'acqua.

Ponte romano come poster di vita,
come vecchie panchine arrugginite di una Villa Comunale
ove i giovani iniziavano le prime fasi d'amore.
Si amavano e si perdonavano
come archi adiacenti di un passato sempre vivo
che ancora sussurra all'infinito l'eternità della vita.




Il Ponte Romano
Il Ponte Romano attraversa il fiume Ofanto nelle vicinanze della città di Canosa di Puglia facendo d ponte alla provincie di Barletta-Andria-Trani e Foggia, al centro dei tre comuni di Canosa, San Ferdinando di Puglia e Cerignola. "Luogo del cuore" del Fai (Fondo ambiente italiano) è uno tra i luoghi più romantici e più fotografati della Puglia. Fu costruito tra I e II sec. d.C. lungo il tracciato della via Traiana.
In età antica è stato un importantissimo snodo viario continuando la sua funzione anche in età medioevale con la Via Francigena che arrivava fino in Puglia.
Con un'imponente struttura a schiena d'asino, il Ponte Romano è formato da cinque arcate di pietra a tutto sesto sorrette da possenti pilastri. Diverse sono state le modifiche realizzate nel tempo, la più importante fu effettuata dai Borboni a seguito del terremoto del 1731.Nunzio Di Giulio
Nasce a Canosa di Puglia nel 1947. Dopo anni di formazione e studio inizia la sua carriera in Polizia di Stato nel 1973 come istruttore Allievi di Polizia. Il matrimonio con Antonietta Mansi lo fa diventare papà di Michele e Cosimo. Fino al 1980 va in missione a Torino, Milano, Bologna, Napoli e Palermo come scorta ai magistrati per poi approdare al Commissariato di Polizia di Stato di Cerignola; nel 1987 scorta papa Giovanni Paolo II in visita al santuario di San Michele.
Nominato responsabile della Digos, si distingue per la sua capacità operativa, intervenendo tanto nelle manifestazioni bracciantili quanto nelle più impegnative operazioni antimafia come l'"Operazione Cartagine". Negli anni 80-90 sotto la direzione del dirigente Matteo Turillo prima e Francesco Fiorentino poi, conduce inchieste, da Ispettore capo, in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, la Direzione Investigativa Antimafia di Bari e la magistratura, conclusesi con 84 mandati di cattura. Si congeda il 31 ottobre 2007.
Numerosi sono i riconoscimenti di benemerenza. Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, nel 1999 viene insignito della Croce al Merito del Santo Sepolcro di Gerusalemme, su indicazione del vescovo Giovan Battista Pichierri. Tre anni dopo, su indicazione del vescovo Felice di Molfetta, gli viene accordata la più antica e nobile tra le onorificenze pontificie, il titolo di Commendatore di San Silvestro Papa, concesso da papa Giovanni Paolo II e ratificato dal Governo Italiano.
Autore di due racconti, "La collana di turchese" e "Mio nome Marinela". Nel 2013 è stato insignito del premio speciale "Non omnia possumus omnes" alla quinta edizione del Premio letterario nazionale "Nicola Zingarelli", con delibera n. 7 del 17 febbraio 2000 il Consiglio Comunale gli conferisce la cittadinanza onoraria "per aver sempre svolto i compiti affidatigli con equilibrio, riservatezza, capacità non comuni, riuscendo a raccogliere consensi generalizzati da sindacati, partiti politici, Amministrazione comunale, scuole di ogni ordine e grado".
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