j.jpg)
“A regola d’arte”: alla Marconi una mostra che emoziona
Centotrentotto opere realizzate da 46 alunni: una mostra che trasforma la scuola in una galleria di creatività, emozioni ed inclusione
Cerignola - mercoledì 27 maggio 2026
10.34
Non una semplice mostra scolastica, ma un vero viaggio dentro il mondo dei bambini. È questo ciò che si respirava tra i corridoi del Circolo Didattico G. Marconi durante "A regola d'arte", l'esposizione conclusiva del progetto artistico che ha coinvolto le classi terze della primaria.
Colori accesi, tele ovunque, bambini emozionati accanto alle proprie opere e genitori intenti ad ascoltare i racconti nascosti dietro ogni dipinto. Un'atmosfera viva, spontanea e profondamente autentica. Il progetto, coordinato dalla docente Annamaria Saracino insieme alla docente Arca Cirulli e all'insegnante d'arte ed esperta di tecniche pittoriche Giuditta Ciffo, ha coinvolto 46 bambini, ognuno dei quali ha realizzato tre tele, per un totale di 138 opere esposte lungo il corridoio e in una sala allestita per l'occasione.
Ed è stato proprio osservando queste tre tele che si è potuta notare chiaramente l'evoluzione dei bambini: all'inizio linee semplici, colori usati quasi per gioco, poi pian piano lavori sempre più curati, strutturati, maturi e ricchi di significato. Come se, tela dopo tela, i bambini avessero preso sempre più confidenza non solo con la tecnica, ma soprattutto con loro stessi.
"Prima giocavano con il colore, poi hanno iniziato a pretendere sempre di più da loro stessi", è emerso durante la mostra, sottolineando come i bambini abbiano sviluppato progressivamente tecnica, sicurezza ed espressività. Durante la mostra alcuni alunni sono stati anche intervistati, raccontando davanti alle proprie opere cosa avessero voluto rappresentare. Ed è stato forse questo l'aspetto più sorprendente: molti di loro, senza nemmeno rendersene conto, avevano dipinto emozioni profondissime.
C'era chi raccontava la serenità di stare con la propria famiglia, chi l'amicizia, senso di protezione, insicurezza, chi invece lasciava emergere paure, malinconie o desideri difficili da spiegare a parole. Emblematico il caso di due quadri molto simili: entrambi rappresentavano una barca. Ma una era pronta a salpare, viva, luminosa, simbolo di apertura verso il futuro; l'altra invece appariva ferma, quasi abbandonata.
Due immagini diverse che raccontavano due modi completamente differenti di vivere il proprio mondo interiore. Ed è proprio qui che entra in gioco la forza dell'arte. "A volte attraverso i loro quadri capisco cose che loro stessi ancora non riescono a spiegare", ha raccontato Giuditta Ciffo, che durante il percorso ha accompagnato i bambini nella scoperta delle tecniche pittoriche e soprattutto della libertà di esprimersi senza la paura di essere giudicati. Perché quando i bambini sentono di potersi esprimere liberamente, finiscono per raccontarsi davvero. E lo fanno in modo incredibilmente sincero.
Nel laboratorio sono emersi anche talenti sorprendenti, bambini particolarmente portati per il disegno e la pittura, capaci di trasmettere emozioni vere attraverso forme e colori. Ma il valore più grande del progetto è stato forse un altro: aver creato uno spazio dove ogni bambino potesse sentirsi accolto e valorizzato. Anche alcuni alunni con percorsi personali più delicati hanno trovato nell'arte un modo naturale per comunicare e sentirsi parte del gruppo, dimostrando ancora una volta come il linguaggio artistico non conosca differenze né barriere.
Del resto, l'arte è il primo linguaggio della storia dell'uomo, fin dai tempi del Paleolitico. Prima ancora delle parole, l'essere umano comunicava attraverso immagini, segni e colori. Ed è proprio questa semplicità universale che rende l'arte così potente ancora oggi. Uno dei momenti più emozionanti dell'evento è stato il regalo realizzato dai bambini e dalle docenti per la dirigente scolastica Luisa Damato.
A sorpresa, infatti, è stata consegnata una grande tela realizzata a più mani dagli alunni, raffigurante la scuola Marconi . Un'opera simbolica, costruita insieme pezzo dopo pezzo dai bambini, che ha rappresentato perfettamente lo spirito del progetto: collaborazione, appartenenza e condivisione.
Visibilmente emozionata, la dirigente ha poi citato "Il Piccolo Principe", ricordando quanto sia importante, anche da adulti, "non dimenticare mai che siamo stati bambini". Ed è forse questo il senso più bello di "A regola d'arte": guardare quelle tele e riuscire, anche solo per un momento, a tornare a vedere il mondo con gli occhi sinceri dei bambini.
Colori accesi, tele ovunque, bambini emozionati accanto alle proprie opere e genitori intenti ad ascoltare i racconti nascosti dietro ogni dipinto. Un'atmosfera viva, spontanea e profondamente autentica. Il progetto, coordinato dalla docente Annamaria Saracino insieme alla docente Arca Cirulli e all'insegnante d'arte ed esperta di tecniche pittoriche Giuditta Ciffo, ha coinvolto 46 bambini, ognuno dei quali ha realizzato tre tele, per un totale di 138 opere esposte lungo il corridoio e in una sala allestita per l'occasione.
Ed è stato proprio osservando queste tre tele che si è potuta notare chiaramente l'evoluzione dei bambini: all'inizio linee semplici, colori usati quasi per gioco, poi pian piano lavori sempre più curati, strutturati, maturi e ricchi di significato. Come se, tela dopo tela, i bambini avessero preso sempre più confidenza non solo con la tecnica, ma soprattutto con loro stessi.
"Prima giocavano con il colore, poi hanno iniziato a pretendere sempre di più da loro stessi", è emerso durante la mostra, sottolineando come i bambini abbiano sviluppato progressivamente tecnica, sicurezza ed espressività. Durante la mostra alcuni alunni sono stati anche intervistati, raccontando davanti alle proprie opere cosa avessero voluto rappresentare. Ed è stato forse questo l'aspetto più sorprendente: molti di loro, senza nemmeno rendersene conto, avevano dipinto emozioni profondissime.
C'era chi raccontava la serenità di stare con la propria famiglia, chi l'amicizia, senso di protezione, insicurezza, chi invece lasciava emergere paure, malinconie o desideri difficili da spiegare a parole. Emblematico il caso di due quadri molto simili: entrambi rappresentavano una barca. Ma una era pronta a salpare, viva, luminosa, simbolo di apertura verso il futuro; l'altra invece appariva ferma, quasi abbandonata.
Due immagini diverse che raccontavano due modi completamente differenti di vivere il proprio mondo interiore. Ed è proprio qui che entra in gioco la forza dell'arte. "A volte attraverso i loro quadri capisco cose che loro stessi ancora non riescono a spiegare", ha raccontato Giuditta Ciffo, che durante il percorso ha accompagnato i bambini nella scoperta delle tecniche pittoriche e soprattutto della libertà di esprimersi senza la paura di essere giudicati. Perché quando i bambini sentono di potersi esprimere liberamente, finiscono per raccontarsi davvero. E lo fanno in modo incredibilmente sincero.
Nel laboratorio sono emersi anche talenti sorprendenti, bambini particolarmente portati per il disegno e la pittura, capaci di trasmettere emozioni vere attraverso forme e colori. Ma il valore più grande del progetto è stato forse un altro: aver creato uno spazio dove ogni bambino potesse sentirsi accolto e valorizzato. Anche alcuni alunni con percorsi personali più delicati hanno trovato nell'arte un modo naturale per comunicare e sentirsi parte del gruppo, dimostrando ancora una volta come il linguaggio artistico non conosca differenze né barriere.
Del resto, l'arte è il primo linguaggio della storia dell'uomo, fin dai tempi del Paleolitico. Prima ancora delle parole, l'essere umano comunicava attraverso immagini, segni e colori. Ed è proprio questa semplicità universale che rende l'arte così potente ancora oggi. Uno dei momenti più emozionanti dell'evento è stato il regalo realizzato dai bambini e dalle docenti per la dirigente scolastica Luisa Damato.
A sorpresa, infatti, è stata consegnata una grande tela realizzata a più mani dagli alunni, raffigurante la scuola Marconi . Un'opera simbolica, costruita insieme pezzo dopo pezzo dai bambini, che ha rappresentato perfettamente lo spirito del progetto: collaborazione, appartenenza e condivisione.
Visibilmente emozionata, la dirigente ha poi citato "Il Piccolo Principe", ricordando quanto sia importante, anche da adulti, "non dimenticare mai che siamo stati bambini". Ed è forse questo il senso più bello di "A regola d'arte": guardare quelle tele e riuscire, anche solo per un momento, a tornare a vedere il mondo con gli occhi sinceri dei bambini.
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Cerignola 
j.jpg)




