
Sgarro: «Migranti stagionali, polemiche che distolgono dai problemi reali»
Interviene il consigliere comunale. «Il tema della tendopoli di via Candela è serio e non può ridursi al rimpallo di responsabilità»
Cerignola - venerdì 18 settembre 2026
11.40 Comunicato Stampa
«Il dibattito sulla presenza dei lavoratori stagionali sul nostro territorio, e le polemiche che stanno seguendo, sono senza senso. E nel frattempo la tensione sociale sale». Si legge nella nota a firma del consigliere comunale Tommaso Sgarro.
«Il problema non riguarda il tema residenziale, ma quello degli interventi di prossimità che da anni Caritas, che è in prima linea, chiede alle Istituzioni.
Il tema della tendopoli di via Candela è serio e non può ridursi al rimpallo di responsabilità su grandi progetti che richiedono risorse ingenti e, soprattutto, tempi lunghi per essere realizzati. Il problema esiste oggi e richiede risposte che possano essere messe in campo subito. Il governo nazionale ha sbagliato nel gestire questa linea del PNRR e oggi si impegna, a parole, a finanziare un altro progetto. Ma con quale risultato concreto e in quali tempi? Per ora, aria fritta. C'è poco da esultare.
Anche perché questo tipo di interventi non supera i ghetti e non è risolutivo, al momento che parliamo, perlopiù, di stranieri senza documenti. È come provare a fermare il mare con le mani.
Il tema è l'organizzazione dell'assistenza territoriale e su questo il comune ha toppato e toppa da 5 anni, eludendo puntualmente la richiesta di programmazione che dalle associazioni del territorio arriva. Qui non si tratta di una questione di soldi ma di visione. Su questo serve una risposta urgente.
Il tema della tendopoli non è una questione di mero decoro, ma di dignità, per i lavoratori stranieri che vivono in condizioni disumane e per la città intera».
«Il problema non riguarda il tema residenziale, ma quello degli interventi di prossimità che da anni Caritas, che è in prima linea, chiede alle Istituzioni.
Il tema della tendopoli di via Candela è serio e non può ridursi al rimpallo di responsabilità su grandi progetti che richiedono risorse ingenti e, soprattutto, tempi lunghi per essere realizzati. Il problema esiste oggi e richiede risposte che possano essere messe in campo subito. Il governo nazionale ha sbagliato nel gestire questa linea del PNRR e oggi si impegna, a parole, a finanziare un altro progetto. Ma con quale risultato concreto e in quali tempi? Per ora, aria fritta. C'è poco da esultare.
Anche perché questo tipo di interventi non supera i ghetti e non è risolutivo, al momento che parliamo, perlopiù, di stranieri senza documenti. È come provare a fermare il mare con le mani.
Il tema è l'organizzazione dell'assistenza territoriale e su questo il comune ha toppato e toppa da 5 anni, eludendo puntualmente la richiesta di programmazione che dalle associazioni del territorio arriva. Qui non si tratta di una questione di soldi ma di visione. Su questo serve una risposta urgente.
Il tema della tendopoli non è una questione di mero decoro, ma di dignità, per i lavoratori stranieri che vivono in condizioni disumane e per la città intera».

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