Don Antonio Palladino
Don Antonio Palladino

Aprile 1948, traslazione resti mortali di Don Palladino

Evento promosso da don Giuseppe Balzano. La salma di Don Antonio Palladino, il 24 Aprile 1948, fu traslata dal cimitero alla chiesa di Buon Consiglio

Il Venerabile Antonio Palladino, nato a Cerignola il 10 novembre 1881, sacerdote diocesano, sposò la dottrina sociale contenuta nell'enciclica Rerum novarum (15 maggio 1891) del papa Leone XIII (1878-1903), divenuta il programma d'azione sociale dei cattolici. La valorizzazione della persona era al centro della pastorale di don Antonio. Egli, infatti, da mistico in azione qual'era, come primo parroco della chiesa di San Domenico in Cerignola, elevata a parrocchia il 1909, istituì 32 associazioni, per una nuova forma di laicato, per dare dignità profonda agli uomini e alle donne del suo tempo.

Nella sua etica e nel suo operato il Palladino riscuoteva un consenso interclassista, anche al di fuori della sua parrocchia, godendo già in vita della fama di santità.
All'età di quasi 45 anni, dopo 18 mesi di malattia, le cui cause restano sconosciute, morì il 15 maggio 1926 e fu tumulato il 18 maggio nella tomba (all'epoca ipogeica) del Capitolo Cattedrale nel cimitero di Cerignola. Con lui moriva un santo, un benefattore e un punto di riferimento per i diseredati.

Il 23 marzo 1947 fu inoltrata al Prefetto la richiesta di traslazione della sua salma dal cimitero alla chiesa della Pia Opera del Buon Consiglio in Cerignola. Nel libro Don Antonio Palladino. Commemorazioni, ricerche e documenti nel centenario della nascita, a cura di don Sabino Cianci e Carlo Forcella (Foggia, 1983), alla pagina 98 si legge: «Avendo Mons. Palladino compiute tutte queste opere, dalla maggioranza della cittadin. viene stimato come un santo e perciò è desiderio generale che le sue spoglie mortali vengano tolte dal Cimitero comune e trasferite nella Chiesa dell'Orfan. del B. Consiglio».
Quest'evento fu promosso dal canonico don Giuseppe Balzano (Cerignola, 20 marzo 1910 - 21 luglio 1978), come si legge nel trafiletto apparso su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 25 aprile 1948 in questi termini: «La traslazione della salma di Mons. Palladino/ Cerignola, 24 aprile. A cura del parroco Don Giuseppe Balzano, coadiuvato da numerosi fedeli, si è svolta la cerimonia della traslazione della salma di Mons. Antonio Palladino, benemerito benefattore. L'urna contenente le spoglie del defunto, prima di essere tumulata nella chiesa dell'Opera Pia "Buon Consiglio" da lui fondata, è stata collocata nella chiesa di S. Domenico, dove il Vescovo ha celebrato un solenne uffizio funebre. Successivamente dal balcone dell'Orfanotrofio "Monte Fornari", Mons. Canelli di S. Severo ha pronunciato una commovente orazione ricordando le virtù dell'Estinto». L'amico di don Antonio, il Servo di Dio don Felice Canelli (San Severo, 14 ottobre 1880 - 23 novembre 1977) ebbe anche egli a cuore le problematiche della gente e la questione sociale.

Una fotografia pubblicata per la prima volta nel già menzionato libro Don Antonio Palladino (Foggia, 1983) alla pag. 85, mostra l'urna posta su un'automobile, contenente i resti mortali del Palladino portati in corteo dal cimitero alla chiesa della Pia Opera del Buon Consiglio, ubicata nel rione La Cittadella. Alla processione parteciparono il vescovo Donato Pafundi (1946-1957), il Capitolo Cattedrale, i parroci, i sacerdoti Extranumero e la Congregazione delle Suore Domenicane del Santissimo Sacramento. Una numerosa folla assisteva al passaggio del corteo.
Per l'occasione fu distribuita una pagellina di cm 8,6 x 12,5, stampata dalla tipografia Pescatore di Cerignola, conservata nell'Archivio privato Angelo Disanto, recante sul recto la foto del Palladino con in basso la scritta: «MONS. D. ANTONIO PALLADINO/ *10 Novembre 1881/ †15 Maggio 1926», e sul verso la scritta: «…in memoria aeterna erit iustus./ Mentre i resti mortali del beneamato Parroco/ MONS. D. ANTONIO PALLADINO/ dal silenzio dell'umile tomba esumati,/ ripassano per le strade di Cerignola/ per riposare sotto lo sguardo tenero della/ Madre del Buon Consiglio/ accanto alle sue orfanelle, in mezzo ai Suoi figli,/ ogni cuore che Lo amò, nell'intimo raccoglimento del ricordo,/ rivede la paterna dolcezza del suo sguardo/ di visioni eucaristiche inebriato / Ricordo della Traslazione - 9 Aprile 1948».
I resti mortali del Venerabile furono tumulati in un monumento in marmo recante nella zona basale la seguente iscrizione: MONS. CAN. ANTONIO PALLADINO. In seguito l'iscrizione fu ampliata in questi termini: SERVO DI DIO MONS. CAN. ANTONIO PALLADINO TRAS. 9.4.1948. Il monumento, opera della ditta Pergola di Cerignola, fu collocato subito dopo l'ingresso della chiesa della Pia Opera del Buon Consiglio, sulla parete sinistra. Sull'altare maggiore della stessa chiesa è collocato un dipinto raffigurante la Vergine del Buon Consiglio, realizzato nel 1825 da Gennaro Mea, donato a don Antonio da una famiglia di Torre del Greco.

Nella premessa alla prima biografia sul Palladino voluta dal vescovo Donato Pafundi, scritta da Giuseppe De Simone con lo pseudonimo Don Pinuzzo, Un prete fra i rossi (Casa Editrice "Corale", 1949), alla pagina 4 si indica come data della suddetta traslazione il 9 aprile 1948, così come riportato nella suddetta pagellina ricordo. D'altra parte nel su citato articolo riportato in "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 25 aprile 1948 si indica come data della traslazione il 24 aprile.
Portando i resti mortali del Palladino in città, si ravvivava la memoria del santo sacerdote che nella sua opera pastorale lottò contro la disumanizzazione del suo tempo, e per questo fu ed è amato dal popolo della sua città.

Di Angelo Disanto
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