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Territorio

Intervista a Michele Divito

Lo scultore che con la sua arte interiore ed il dono di una spiccata sensibilitá è riuscito nuovamente a portare Cerignola in varie localitá d' Italia grazie alle sue sculture sacrali di legno e d'argilla.


Quando vari studi stilistici/ fisiognomici cercano di rappresentare il bello attraverso un'immagine che trasmette la totale sacralità e la sua inquieta serenità, non si può non parlare di Michele DeVito (artista cerignolano) che con la sua arte interiore ed il dono di una spiccata sensibilitá è riuscito nuovamente a portare Cerignola in varie localitá d' Italia grazie alle sue sculture sacrali di legno e d'argilla.
Seppur la sua fama sembra aver colpito persino l'interesse del Papa , qui, nel nostro paese, il suo nome sembra esser riconosciuto da pochi.
INTERVISTA
V- Chi è Michele Divito? Come si descriverebbe in 3 parole?
M - Michele Divito è caratterizzato da una spiccata sensibilità verso tutto ciò che parla della grandezza della natura, del creato e di chi l'ha costituito, e soprattutto verso la necessità altrui.. le tre parole che mi descriverebbero sono: tenacia, fede e perfezione.

V- Ci sono statue sacre importanti a Cerignola-culture , com'è cambiato Michele Divito rispetto a 10 anni fa? Dove vuole arrivare?
M - Mi sono sempre occupato di realizzare sculture e restauro. In realtà, ho riportato all'antico splendore tante statue processionali a manichino di Cerignola: Maria SS.ma del Rosario, Maria SS.ma del Carmine, Maria SS.ma Assunta in Cielo, Sacro Cuore di Gesù, Madonna del Divino Amore…. Rispetto a dieci anni fa, preferisco impiegare il tempo lavorativo realizzando nuove statue processionali a manichino, la committenza è aumentata tantissimo, ho realizzato molte statue importanti per tante città italiane ed anche alcune committenze in Spagna. Le opere da me realizzate, totalmente complete di abito, parrucche e simboli. Oltre alle statue processionali, negli ultimi anni, la mia bottega si è ulteriormente specializzata nella realizzazione di reliquiari lignei personalizzati, totalmente scolpite a mano, avente il vano reliquia decorato a motivi floreale come si realizzavano nel XVIII secolo.
Purtroppo la città dove vivo non mi ha ancora onorato di una mia opera realizzata al 100% anche se opero nella stessa dal 1994.
V- Com'è vivere un mestiere così antico come quello dello scultore e essere consapevoli di possedere una delle poche botteghe ancora presenti in Puglia? Come spingeresti le persone ad aprire una "Bottega Artigianale" come la tua?
M - La spinta iniziale è stata ed è tutt'ora la volontà di creare una bottega come quelle rinascimentali, dove si realizzava di tutto ma a carattere sacro. La volontà di riprendere gli antichi materiali con antiche tecniche da me riviste e soprattutto la bellezza di un tempo ormai perduta..
Mi piacerebbe che queste nuove generazioni avessero il gusto di realizzare a mano il "bello" e che ci fosse la giusta dose di creatività e spirito di iniziativa. Lo auguro vivamente.
V - Quali sono stati i momenti più importanti della tua carriera e a quale statua sacrale sei più legato? Da dove trovi ispirazioni nel tuo lavoro?
M- Senza dubbio i momenti importanti sono sempre la presentazione al pubblico di una tua nuova opera, dopo averla "partorita" - risultato di tanti studi, pensieri, riflessioni.. e vedi la gente avvicinarsi, pregare ed emozionarsi.. come dicevo ogni opera è un figlio - tutti sono speciali.
La spinta a realizzare materialmente un'opera, avviene non prima di averla maturata nella mente in tutte le sue sfaccettature e non prima di avere sentito quel legame spirituale che ti unisce all'opera stessa che si intende raffigurare.
V - Cerignolano devoto, com'è stato portare un pezzo di Cerignola a Roma? Quali emozioni hai provato durante la consegna della statua al Papa? Come hai potuto incontrarlo?
M - Nel dicembre 2008 sono stato ricevuto da Sua Santità Benedetto XVI - ho realizzato per l'occasione un Gesù Bambino Benedicente di cm 70. Il Santo Padre pensava fosse antico ed io: "Santitá, questo Gesù Bambino l'ho realizzato nella mia bottega" e lui con stupore ha detto al cardinale che gli stava vicino: "portalo nel mio appartamento, lo terrò nella mia stanza.."
Per incontrarlo, scrissi al suo segretario dicendogli che desideravo incontrare il Santo Padre e che realizzavo arte sacra, e dopo circa sei giorni mi arrivò la convocazione in Vaticano.
V - Cosa consiglieresti a tutte le persone appassionate di scultura demotivate da questo meccanismo odierno che riesce solamente a distruggere i sogni dei prossimi lavoratori?
M - In ogni uomo c'è un seme chiamato passione, predisposizione o una cosa in particolare che riusciresti a fare con tanta voglia e non ti stanca mai. Questo è il segreto: credere nelle proprie passioni, farle fruttificare e soprattutto non scoraggiarsi mai sulle prime sconfitte apparenti, quelle non mancano ma fortificano e ti fanno progredire in meglio. L'essere tenaci su quello che crediamo è la chiave del successo.

V - Seppur le tue statue di terracotta e legno sono tra le più stimate delle Puglia, per Cerignola sei una persona qualunque. Come ti fa sentire essere così tanto amato da citta limitrofe e non dalla propria citta? Come ti ha cambiato il nostro paese durante questi anni e quali realta esterne porteresti a Cerignola?
M - Con sincerità le aspettative che ho da questa città sono quasi inesistenti, quello che mi lega alla stessa sono gli affetti più cari che non bisogna mettere da parte trasferendosi altrove. Da sempre ho avuto la possibilità di trasferimento grazie ai vari corsi che ho effettuato, che puntualmente mi sentivo dire: "trasferisciti qui al nord, sei tanto apprezzato!" Ma, come dicevo, le radici e gli affetti mi legano qui anche se la mia città natale è Torino. Quello che sogno è vedere Cerignola con una veste completamente diversa, i grandi talenti che qui non mancano, era bello se ci fosse collaborazione, confronto e possibilità di crescita insieme senza invidia, apprezzando fino infondo l'altro senza schiacciarlo e senza disprezzarlo come puntualmente avviene…
V - Le tue statue sembrano rappresentare la perfezione. Come creeresti la tua città Perfetta? E su quali valori la faresti sorgere?
M - Attraverso i vari studi stilistici e fisiognomici ho cercato di rappresentare il bello attraverso un'immagine che trasmette la totale sacralità e serenità, non con immagini sdolcinate, ma vere e nello stesso tempo avvolte da mistero… il mistero della preghiera.
La città perfetta che ho sempre sognato è la città che poggia le sue basi sull'amore, il rispetto reciproco, la valorizzazione del prossimo, il rispetto della natura e quello della propria città…

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