
L’Audace, Gramsci e Pertini, Lockerbie, Emiliano e Grasso: una notte di storie a Cerignola
Alla Fiera del Libro sport, Resistenza, misteri e mafia si incontrano sul palco di Palazzo Fornari
Cerignola - sabato 26 settembre 2026
10.33
La storia dell'Audace Cerignola, il giallo storico di Michele Emiliano, la tragedia di Lockerbie raccontata da Giorgio Zanchini e il Maxiprocesso di Palermo attraverso la voce di Pietro Grasso. È stata una giornata ricca di appuntamenti e di storie quella vissuta ieri sera a Palazzo Fornari di Cerignola, che ha messo insieme sport, letteratura, memoria e impegno civile.
Ad aprire il programma della XVII edizione della fiera del Libro è stato Franco Conte, che ha presentato Giallazzurro è il color del mio cuor. Storia dell'Audace Cerignola nell'anno della storica promozione in Lega Pro, in un incontro moderato da Antonio Specchio e dallo stesso Conte. Presenti anche Francesco Masiello, direttore finanziario dell'Audace, Rosa Mennuni, responsabile marketing, e Francesco Sena in rappresentanza della squadra.
Il libro ripercorre la storia della società e alcune delle pagine più significative del calcio cerignolano: dalle origini come polisportiva nel 1912 alla Serie C del 1936, fino alla promozione conquistata nella stagione 1986-87 e agli episodi rimasti nella memoria dei tifosi. Un racconto fatto anche di partite seguite alla radio, trasferte e momenti controversi che hanno accompagnato la storia dell'Audace,
Alle 19 è stata poi la volta di Cosimo Damiano Damato , scrittore e sceneggiatore originario di Margherita di Savoia, on Nessuna grazia. Gramsci e Pertini, una storia di prigionia e resistenza, intervistato da Savino Zaba. Al centro del libro ci sono gli anni del carcere fascista e le figure di Antonio Gramsci e Sandro Pertini, diversi per formazione politica ma accomunati dalla lotta contro il fascismo.
Il racconto si concentra anche sul carcere di Turi e sul significato della libertà per una generazione costretta a pagare un prezzo personale per le proprie idee. Spazio poi a Michele Emiliano, protagonista di un appuntamento particolarmente originale della serata nella sua inedita veste di romanziere. L'ex magistrato e presidente della Regione Puglia ha presentato L'alba di San Nicola, intervistato da Roberto De Candia. Un legal thriller ambientato nel 1911, alla vigilia della guerra di Libia, che parte dall'omicidio di una giovane donna, Anna, trovata morta con un bottone militare recante il monogramma del re.
Nel romanzo Emiliano costruisce una storia fatta di indagini, potere, giustizia e piccoli personaggi della società dell'epoca. Una vicenda nella quale, però, la verità non arriva fino in fondo: la morte di Anna resta senza una soluzione definitiva e il colpevole non viene mai individuato. Una scelta narrativa che mette in discussione anche le certezze del lettore e che assume un significato particolare considerando il passato dell'autore come magistrato.
Alle 20.15 Giorgio Zanchini ha portato alla Fiera Lockerbie, intervistato ancora da Roberto De Candia. Il libro nasce dall'incontro casuale dell'autore con Sophie, una giovane inglese conosciuta in un locale di Parigi e scoperta solo successivamente tra le 270 vittime dell'attentato di Lockerbie del 21 dicembre 1988. Da quella storia personale prende forma un'indagine che intreccia memoria, terrorismo internazionale, geopolitica e giustizia, tra la ricerca della verità sulla giovane Sophie e il complesso caso giudiziario legato alla strage.
A chiudere la serata è stato Pietro Grasso, con 'U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra, intervistato da Ciro Angelillis . Una testimonianza personale, visto che Grasso fu giudice a latere nel processo, ma anche un viaggio dentro uno dei momenti decisivi della lotta alla mafia.
Grasso ha raccontato la scelta di Falcone di celebrare il processo a Palermo, la costruzione dell'aula bunker, l'ingresso in aula di Tommaso Buscetta e il momento in cui il collaboratore di giustizia iniziò a spiegare dall'interno la struttura di Cosa Nostra, i suoi rapporti con la politica e il sistema criminale.
Una parte importante del racconto è stata dedicata anche al prezzo personale pagato da chi affrontò la mafia. Grasso ha ricordato le minacce ricevute dalla propria famiglia, fino all'episodio in cui una voce al citofono disse che «i figli si sa che escono ma non si sa quando rientrano». Una minaccia che, ha raccontato, non doveva trasformarsi nella rinuncia alla propria vita quotidiana.
Nel suo racconto sono tornati anche Falcone e Borsellino, il loro rapporto umano e professionale e il dolore seguito alla strage di Capaci. Grasso ha ricordato l'abbraccio con Borsellino in ospedale e quelle parole, pronunciate prima della strage di via D'Amelio: «Una parte della nostra vita è andata via».
A distanza di anni, Grasso conserva ancora l'accendino di Falcone, diventato per lui il simbolo delle «scintille del futuro». Grasso ha ricostruito il processo non affidandosi soltanto ai ricordi, ma tornando a rileggere tutti i fascicoli e riascoltare le e registrazioni dell'epoca.
Una giornata, dunque, che ha attraversato epoche e linguaggi diversi, dal calcio alla narrativa, dalla memoria delle stragi alla storia della lotta alla mafia. Storie diverse, ma unite dalla stessa esigenza: conservare la memoria e interrogarsi sul passato per capire meglio il presente.
Ad aprire il programma della XVII edizione della fiera del Libro è stato Franco Conte, che ha presentato Giallazzurro è il color del mio cuor. Storia dell'Audace Cerignola nell'anno della storica promozione in Lega Pro, in un incontro moderato da Antonio Specchio e dallo stesso Conte. Presenti anche Francesco Masiello, direttore finanziario dell'Audace, Rosa Mennuni, responsabile marketing, e Francesco Sena in rappresentanza della squadra.
Il libro ripercorre la storia della società e alcune delle pagine più significative del calcio cerignolano: dalle origini come polisportiva nel 1912 alla Serie C del 1936, fino alla promozione conquistata nella stagione 1986-87 e agli episodi rimasti nella memoria dei tifosi. Un racconto fatto anche di partite seguite alla radio, trasferte e momenti controversi che hanno accompagnato la storia dell'Audace,
Alle 19 è stata poi la volta di Cosimo Damiano Damato , scrittore e sceneggiatore originario di Margherita di Savoia, on Nessuna grazia. Gramsci e Pertini, una storia di prigionia e resistenza, intervistato da Savino Zaba. Al centro del libro ci sono gli anni del carcere fascista e le figure di Antonio Gramsci e Sandro Pertini, diversi per formazione politica ma accomunati dalla lotta contro il fascismo.
Il racconto si concentra anche sul carcere di Turi e sul significato della libertà per una generazione costretta a pagare un prezzo personale per le proprie idee. Spazio poi a Michele Emiliano, protagonista di un appuntamento particolarmente originale della serata nella sua inedita veste di romanziere. L'ex magistrato e presidente della Regione Puglia ha presentato L'alba di San Nicola, intervistato da Roberto De Candia. Un legal thriller ambientato nel 1911, alla vigilia della guerra di Libia, che parte dall'omicidio di una giovane donna, Anna, trovata morta con un bottone militare recante il monogramma del re.
Nel romanzo Emiliano costruisce una storia fatta di indagini, potere, giustizia e piccoli personaggi della società dell'epoca. Una vicenda nella quale, però, la verità non arriva fino in fondo: la morte di Anna resta senza una soluzione definitiva e il colpevole non viene mai individuato. Una scelta narrativa che mette in discussione anche le certezze del lettore e che assume un significato particolare considerando il passato dell'autore come magistrato.
Alle 20.15 Giorgio Zanchini ha portato alla Fiera Lockerbie, intervistato ancora da Roberto De Candia. Il libro nasce dall'incontro casuale dell'autore con Sophie, una giovane inglese conosciuta in un locale di Parigi e scoperta solo successivamente tra le 270 vittime dell'attentato di Lockerbie del 21 dicembre 1988. Da quella storia personale prende forma un'indagine che intreccia memoria, terrorismo internazionale, geopolitica e giustizia, tra la ricerca della verità sulla giovane Sophie e il complesso caso giudiziario legato alla strage.
A chiudere la serata è stato Pietro Grasso, con 'U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra, intervistato da Ciro Angelillis . Una testimonianza personale, visto che Grasso fu giudice a latere nel processo, ma anche un viaggio dentro uno dei momenti decisivi della lotta alla mafia.
Grasso ha raccontato la scelta di Falcone di celebrare il processo a Palermo, la costruzione dell'aula bunker, l'ingresso in aula di Tommaso Buscetta e il momento in cui il collaboratore di giustizia iniziò a spiegare dall'interno la struttura di Cosa Nostra, i suoi rapporti con la politica e il sistema criminale.
Una parte importante del racconto è stata dedicata anche al prezzo personale pagato da chi affrontò la mafia. Grasso ha ricordato le minacce ricevute dalla propria famiglia, fino all'episodio in cui una voce al citofono disse che «i figli si sa che escono ma non si sa quando rientrano». Una minaccia che, ha raccontato, non doveva trasformarsi nella rinuncia alla propria vita quotidiana.
Nel suo racconto sono tornati anche Falcone e Borsellino, il loro rapporto umano e professionale e il dolore seguito alla strage di Capaci. Grasso ha ricordato l'abbraccio con Borsellino in ospedale e quelle parole, pronunciate prima della strage di via D'Amelio: «Una parte della nostra vita è andata via».
A distanza di anni, Grasso conserva ancora l'accendino di Falcone, diventato per lui il simbolo delle «scintille del futuro». Grasso ha ricostruito il processo non affidandosi soltanto ai ricordi, ma tornando a rileggere tutti i fascicoli e riascoltare le e registrazioni dell'epoca.
Una giornata, dunque, che ha attraversato epoche e linguaggi diversi, dal calcio alla narrativa, dalla memoria delle stragi alla storia della lotta alla mafia. Storie diverse, ma unite dalla stessa esigenza: conservare la memoria e interrogarsi sul passato per capire meglio il presente.


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