
Puglia Popolare: «Il simbolo conta sui manifesti, nei comuni vince chi indossa una tuta di servizio»
La nota del commissario cittadino Claudio di Lernia
La nota del commissario cittadino di Puglia Popolare Claudio di Lernia:
«Nelle ultime ore abbiamo assistito a toni di scherno nei confronti di chi lavora sul territorio con la tuta di servizio, e all'arroganza di chi, con la pretesa di tracciare percorsi per la città, quando convoca i partiti ritiene che alcune forze politiche non possano essere invitate al confronto.
Riteniamo che chi ha paura del confronto, abbia paura della gente. Mentre alcuni mettono veti, noi mettiamo la presenza. Inoltre vorrei dire che il simbolo conta solo sui manifesti, ti fa primo in TV, ma nei comuni non vince chi ha la sigla più forte ma chi si sporca le mani lavorando e quindi indossa una tuta di servizio.
Vorrei ricordare che la nomina a Segretario non è un orpello colorato da esibire nelle riunioni, ma un'assunzione di responsabilità e un emblema di dignità che non può essere mai perduta. Se poi questa nomina è stata ottenuta con l'aiuto di altri, mi si stringe il cuore di pietà, quella pietà antica e profonda che si prova per chi porta le catene e le scambia per ornamenti, per chi affoga lentamente e ringrazia il mare.
Mentre alcuni chiudono le porte, noi, Puglia Popolare, le apriamo in strada. Il dato politico è evidente: quando una forza politica, parla da sola, significa che ha perso il rapporto con le proprie persone e con la città.
Quando un percorso politico nasce con l'aiuto di altri e non con le proprie forze, fatica poi a parlare di autorevolezza. È come farsi insegnare a nuotare da uno che sta affogando. Evidentemente il simbolo non basta se le persone scappano dalla porta di servizio. Il simbolo ti fa entrare in una stanza, la tuta ti fa entrare nelle case della gente.
La scelta di indossare la tuta è per stare per strada quando piove, per aprire un tombino, per ascoltare un commerciante. Sulla dignità politica diciamo questo: chi si fa aiutare dagli altri per vincere un congresso non può parlare di autorevolezza agli altri.
Noi abbiamo scelto la tuta, che non è un vezzo, é l'abito di chi sta tra la gente, apre i cantieri, ascolta i problemi e prova a risolverli.
Puglia Popolare non rottama le persone, ma rottama l'indifferenza. E chi pensa che una sigla di partito possa risolvere i problemi di Cerignola, si sbaglia.»


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