
Sal Da Vinci, Cerignola sei uno spettacolo: Piazza Duomo è un mare di gente
Alle 22 Piazza Duomo era un colpo d’occhio impressionante. Piena la piazza, piene le traverse, pieno tutto il corso. In migliaia hanno raggiunto il centro per il concerto di Sal Da Vinci, arrivato a Cerignola con il suo tour “Per sempre sì”.
Cerignola - giovedì 10 settembre 2026
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Era da anni che non si vedeva Piazza Duomo così. Ieri sera, alle 22, bastava affacciarsi sul corso per rendersi conto delle dimensioni della serata, Piazza Duomo era un colpo d'occhio impressionante, le traverse piene e un lungo fiume di persone che attraversava il centro cittadino. Non soltanto cerignolani, ma anche tanti spettatori arrivati dai paesi limitrofi e da fuori provincia.
A portare a Cerignola il tour "Per sempre sì" è stata la Deputazione della Festa Patronale, insieme all'Amministrazione comunale, scegliendo per la serata un artista che sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua carriera.
Un concerto che, al di là della musica, rappresenta anche un attestato di riconoscimento per la città: Cerignola ha ospitato Sal Da Vinci nel pieno della sua popolarità (vincitore dello scorso festival di Sanremo), in una fase in cui il suo nome è tornato prepotentemente al centro della scena musicale italiana. E il pubblico ha risposto.
«Questa sera abbiamo deciso di rendere protagonisti tutti voi, perché senza di voi tutto questo non potrebbe esistere», ha detto Sal Da Vinci rivolgendosi alla piazza. E la risposta è arrivata immediata, tra cori, applausi e una piazza che ha cantato insieme all'artista.
Per lui, però, Cerignola non era una città qualunque. Sal Da Vinci ha raccontato di essere tornato dopo decenni: mancava dagli anni Ottanta, quando veniva in città insieme al padre per esibirsi a teatro. Un ricordo che ha dato alla serata un significato ancora più personale.
Il concerto è stato anche un viaggio lungo una carriera di cinquant'anni, celebrati proprio in questo periodo. Sal Da Vinci si è definito un «pendolare dei sogni», ricordando che «un uomo che non sogna è un uomo che non vive».
Sul palco hanno trovato spazio i suoi brani, ma anche alcuni dei grandi classici della musica italiana. Da Se telefonando a Strada facendo, passando per Cercami e Gloria, in una scaletta capace di coinvolgere generazioni diverse.
Non è mancato l'omaggio a Renato Zero, con cui Sal Da Vinci ha scritto l'album Non si fanno prigionieri. A lui è stata dedicata anche Cercami, in uno dei momenti musicalmente più riconoscibili della serata. Poi il concerto ha lasciato spazio alla parte più intima.
Sal Da Vinci ha ricordato il padre, scomparso qualche anno fa, definendolo «colui che ti educa e ti accompagna» e spiegando che senza di lui probabilmente tutto quello che è venuto dopo non sarebbe esistito. A lui ha dedicato una canzone particolarmente intensa, una testimonianza personale sul dolore della perdita.
Poi ancora Cerignola protagonista. Sul palco è salita Luisana, una ragazza cerignolana di 11 anni che studia danza latino-americana e che ha ballato al fianco di Sal Da Vinci. Un'altra immagine destinata a rimanere nella serata.
Guardando il Duomo, l'artista ha poi rivolto un complimento alla città: «Avete questa meraviglia, solo a guardarla manca il respiro». E in mezzo alla musica è arrivato anche un racconto che fotografa bene il percorso fatto da Sal Da Vinci negli ultimi anni. Quando preparava l'album di Per sempre sì, nel 2022, l'artista ha raccontato di essere andato a Milano e di essersi sentito dire che quella musica non avrebbe funzionato: «È musica che non va, è musica che i ragazzi non ascoltano. È musica melodica».
Poi è arrivato il successo di Rossetto e caffè, uscito il 12 giugno 2024 e diventato uno dei grandi tormentoni degli ultimi anni, dimostrando che quella musica, invece, aveva ancora qualcosa da dire. A Cerignola, ieri sera, lo si è visto chiaramente.
Ma è sulle note della canzone vincitrice di Sanremo , "Per sempre si ", che i cerignolani si sono scatenati, quasi a sovrastare la voce dell'artista.
La fotografia più importante della serata, però, forse resta quella delle 22: una piazza piena, il corso pieno, le strade piene e una città che ha risposto.
Per una sera Cerignola non è stata soltanto il luogo del concerto. È stata parte dello spettacolo.
A portare a Cerignola il tour "Per sempre sì" è stata la Deputazione della Festa Patronale, insieme all'Amministrazione comunale, scegliendo per la serata un artista che sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua carriera.
Un concerto che, al di là della musica, rappresenta anche un attestato di riconoscimento per la città: Cerignola ha ospitato Sal Da Vinci nel pieno della sua popolarità (vincitore dello scorso festival di Sanremo), in una fase in cui il suo nome è tornato prepotentemente al centro della scena musicale italiana. E il pubblico ha risposto.
«Questa sera abbiamo deciso di rendere protagonisti tutti voi, perché senza di voi tutto questo non potrebbe esistere», ha detto Sal Da Vinci rivolgendosi alla piazza. E la risposta è arrivata immediata, tra cori, applausi e una piazza che ha cantato insieme all'artista.
Per lui, però, Cerignola non era una città qualunque. Sal Da Vinci ha raccontato di essere tornato dopo decenni: mancava dagli anni Ottanta, quando veniva in città insieme al padre per esibirsi a teatro. Un ricordo che ha dato alla serata un significato ancora più personale.
Il concerto è stato anche un viaggio lungo una carriera di cinquant'anni, celebrati proprio in questo periodo. Sal Da Vinci si è definito un «pendolare dei sogni», ricordando che «un uomo che non sogna è un uomo che non vive».
Sul palco hanno trovato spazio i suoi brani, ma anche alcuni dei grandi classici della musica italiana. Da Se telefonando a Strada facendo, passando per Cercami e Gloria, in una scaletta capace di coinvolgere generazioni diverse.
Non è mancato l'omaggio a Renato Zero, con cui Sal Da Vinci ha scritto l'album Non si fanno prigionieri. A lui è stata dedicata anche Cercami, in uno dei momenti musicalmente più riconoscibili della serata. Poi il concerto ha lasciato spazio alla parte più intima.
Sal Da Vinci ha ricordato il padre, scomparso qualche anno fa, definendolo «colui che ti educa e ti accompagna» e spiegando che senza di lui probabilmente tutto quello che è venuto dopo non sarebbe esistito. A lui ha dedicato una canzone particolarmente intensa, una testimonianza personale sul dolore della perdita.
Poi ancora Cerignola protagonista. Sul palco è salita Luisana, una ragazza cerignolana di 11 anni che studia danza latino-americana e che ha ballato al fianco di Sal Da Vinci. Un'altra immagine destinata a rimanere nella serata.
Guardando il Duomo, l'artista ha poi rivolto un complimento alla città: «Avete questa meraviglia, solo a guardarla manca il respiro». E in mezzo alla musica è arrivato anche un racconto che fotografa bene il percorso fatto da Sal Da Vinci negli ultimi anni. Quando preparava l'album di Per sempre sì, nel 2022, l'artista ha raccontato di essere andato a Milano e di essersi sentito dire che quella musica non avrebbe funzionato: «È musica che non va, è musica che i ragazzi non ascoltano. È musica melodica».
Poi è arrivato il successo di Rossetto e caffè, uscito il 12 giugno 2024 e diventato uno dei grandi tormentoni degli ultimi anni, dimostrando che quella musica, invece, aveva ancora qualcosa da dire. A Cerignola, ieri sera, lo si è visto chiaramente.
Ma è sulle note della canzone vincitrice di Sanremo , "Per sempre si ", che i cerignolani si sono scatenati, quasi a sovrastare la voce dell'artista.
La fotografia più importante della serata, però, forse resta quella delle 22: una piazza piena, il corso pieno, le strade piene e una città che ha risposto.
Per una sera Cerignola non è stata soltanto il luogo del concerto. È stata parte dello spettacolo.


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