
Cerignola tutta in strada per la sua Patrona: la Madonna di Ripalta abbraccia la città
Nel giorno della festa, strade gremite e fedeli lungo tutto il percorso dell’icona. Al termine della celebrazione il messaggio del vescovo Ciollaro: «Abbassiamo i toni, meno parole ostili e più parole gentili».
Cerignola - mercoledì 9 settembre 2026
10.25
Strade affollatissime, gente ai bordi delle vie, famiglie affacciate e una città che, ancora una volta, si riversa per le strade per accompagnare la sua Patrona. È così che Cerignola ha vissuto la processione dell'icona della Madonna di Ripalta, uno dei momenti più sentiti delle celebrazioni patronali.
Dal cuore della città , il corteo , partito alle 20, ha attraversato corso Aldo Moro, per poi proseguire verso la Villa comunale e il Convento. Da qui la processione ha continuato lungo viale Paolo Borsellino, via Puglie, via Fratelli Rosselli, fino a via Bologna, per poi imboccare viale Roosevelt e fare nuovamente ritorno su corso Aldo Moro, davanti al Teatro Mercadante. Infine, l'icona ha fatto rientro in piazza Duomo, accompagnata dalla partecipazione di tantissimi fedeli.
Un percorso che, più che una semplice successione di strade, ha raccontato il rapporto profondo tra la città e la sua Madonna. Perché quando passa la Patrona, Cerignola si ferma, si affaccia, si ritrova. C'è chi prega, chi osserva in silenzio, chi scatta una fotografia, chi accompagna il corteo per un tratto. Ma il sentimento è comune: quello di una comunità che riconosce nella Madonna di Ripalta una presenza profondamente radicata nella propria storia.
Al termine della cerimonia, prima del rientro in chiesa, il vescovo Fabio Ciollaro ha voluto lasciare ai fedeli un invito semplice, ma particolarmente significativo, trasformandolo in un vero e proprio fioretto da offrire alla Madonna.
Il vescovo ha richiamato l'attenzione sull'immagine della Madonna e, in particolare, su una bambina presente sul carro con un cuscino rosso sul quale erano collocate le due corone, quella del Bambino e quella della Madre. Si tratta delle corone donate alla Patrona negli anni Quaranta dal vescovo Pafundi, alle quali è legata anche una preghiera composta proprio in quell'occasione: «Riaffrettella nel tuo amore, o Maria, i figli che ti hanno incoronata Regina».
Da quel ricordo è nato l'invito del vescovo a un gesto concreto nella vita quotidiana. Un fioretto che non riguarda un sacrificio materiale, ma il modo in cui ci si rivolge agli altri.
«Noi assistiamo oggi a un imbarbarimento della società e delle parole, amplificato dai social», ha osservato Ciollaro, invitando a «abbassare i toni», soprattutto quando il confronto rischia di diventare aggressivo.
La proposta è semplice: meno parole ostili e più parole gentili. Non rinunciare alle proprie idee, ma imparare a esprimerle in modo civile, senza trasformare ogni confronto in uno scontro.
È questo il messaggio con cui la Madonna di Ripalta ha salutato la città al termine della processione: dopo aver attraversato le sue strade, entrare anche nella vita quotidiana dei suoi abitanti attraverso un piccolo impegno personale. Parlare con più rispetto, abbassare i toni, scegliere una parola gentile al posto di una parola ostile.
Perché anche questo, in fondo, può essere un modo per accompagnare la propria Patrona.
Dal cuore della città , il corteo , partito alle 20, ha attraversato corso Aldo Moro, per poi proseguire verso la Villa comunale e il Convento. Da qui la processione ha continuato lungo viale Paolo Borsellino, via Puglie, via Fratelli Rosselli, fino a via Bologna, per poi imboccare viale Roosevelt e fare nuovamente ritorno su corso Aldo Moro, davanti al Teatro Mercadante. Infine, l'icona ha fatto rientro in piazza Duomo, accompagnata dalla partecipazione di tantissimi fedeli.
Un percorso che, più che una semplice successione di strade, ha raccontato il rapporto profondo tra la città e la sua Madonna. Perché quando passa la Patrona, Cerignola si ferma, si affaccia, si ritrova. C'è chi prega, chi osserva in silenzio, chi scatta una fotografia, chi accompagna il corteo per un tratto. Ma il sentimento è comune: quello di una comunità che riconosce nella Madonna di Ripalta una presenza profondamente radicata nella propria storia.
Al termine della cerimonia, prima del rientro in chiesa, il vescovo Fabio Ciollaro ha voluto lasciare ai fedeli un invito semplice, ma particolarmente significativo, trasformandolo in un vero e proprio fioretto da offrire alla Madonna.
Il vescovo ha richiamato l'attenzione sull'immagine della Madonna e, in particolare, su una bambina presente sul carro con un cuscino rosso sul quale erano collocate le due corone, quella del Bambino e quella della Madre. Si tratta delle corone donate alla Patrona negli anni Quaranta dal vescovo Pafundi, alle quali è legata anche una preghiera composta proprio in quell'occasione: «Riaffrettella nel tuo amore, o Maria, i figli che ti hanno incoronata Regina».
Da quel ricordo è nato l'invito del vescovo a un gesto concreto nella vita quotidiana. Un fioretto che non riguarda un sacrificio materiale, ma il modo in cui ci si rivolge agli altri.
«Noi assistiamo oggi a un imbarbarimento della società e delle parole, amplificato dai social», ha osservato Ciollaro, invitando a «abbassare i toni», soprattutto quando il confronto rischia di diventare aggressivo.
La proposta è semplice: meno parole ostili e più parole gentili. Non rinunciare alle proprie idee, ma imparare a esprimerle in modo civile, senza trasformare ogni confronto in uno scontro.
È questo il messaggio con cui la Madonna di Ripalta ha salutato la città al termine della processione: dopo aver attraversato le sue strade, entrare anche nella vita quotidiana dei suoi abitanti attraverso un piccolo impegno personale. Parlare con più rispetto, abbassare i toni, scegliere una parola gentile al posto di una parola ostile.
Perché anche questo, in fondo, può essere un modo per accompagnare la propria Patrona.
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