
Cronaca
Scuola Marconi , ieri l'ennesima intrusione . Cosa deve accadere ancora?
Una LIM portata via, una distrutta e modem lanciati dalle finestre. È il nono episodio registrato dal 6 novembre: la comunità scolastica chiede risposte
Cerignola - sabato 5 settembre 2026
13.15
La scuola Marconi è ancora sotto assedio. Quello che inizialmente poteva essere considerato come una serie di episodi distinti assume ormai i contorni di una vera e propria emergenza. Le date raccontano una storia che non può più essere ignorata: 6 novembre, 15 gennaio, 3 luglio, 28 luglio, 17 agosto, 24 agosto, 25 agosto, 27 agosto e, da ultimo , ieri pomeriggio 4 settembre.
Nove episodi complessivi, con una preoccupante escalation concentrata soprattutto nelle ultime settimane.
Il bilancio è pesante: una LIM è stata portata via, una quinta è stata gravemente danneggiata e resa di fatto inutilizzabile, mentre all'interno dell'aula magna sono stati presi i modem e altri apparati tecnologici utilizzati dalla scuola. Il materiale è stato addirittura scaraventato dalle finestre e ritrovato sparso nel giardino dell'istituto.
Questa volta, a rendere ancora più grave la vicenda, c'è un particolare: si è verificata in pieno giorno.
L'allarme è scattato intorno alle 19-19.15, quando una persona residente in uno degli edifici vicini ha sentito un forte rumore. Affacciandosi, avrebbe visto a terra una LIM, con il vetro dello schermo completamente frantumato e i cristalli sparsi nell'area esterna. La segnalazione è quindi arrivata alla scuola, che ha provveduto ad allertare le forze dell'ordine.
La Polizia ha effettuato i rilievi fino alla serata, mentre restano da chiarire dinamica e responsabilità dell'accaduto.
Ma il dato che preoccupa maggiormente la comunità scolastica è un altro: il plesso continua a non essere adeguatamente protetto. Una prima protezione era stata realizzata grazie all'iniziativa di un privato cittadino, che aveva fatto installare delle grate per mettere in sicurezza il lato dell'edificio utilizzato durante le precedenti intrusioni. Un gesto che aveva consentito di blindare uno degli accessi più vulnerabili, ma che inevitabilmente ha spostato il problema sull'altro lato del plesso.
Ed è proprio da lì che, questa volta, gli intrusi sono riusciti a entrare. Non è la prima volta che la vicenda viene portata all'attenzione dell'opinione pubblica.
Lo scorso 28 agosto, su CerignolaViva, avevamo già raccontato la situazione della scuola Marconi parlando di un istituto «sotto assedio»: migliaia di euro di danni e soprattutto 6 lim e 27 computer portatili portati via nel susseguirsi delle intrusioni.
Quell'articolo nasceva proprio dalla necessità di accendere i riflettori su una situazione che, già allora, appariva fuori controllo.
A distanza di pochi giorni, però, è arrivato un nuovo episodio.
E questo rende inevitabile una domanda: che cosa deve ancora accadere prima che si intervenga concretamente? La scuola primaria Guglielmo Marconi è un edificio scolastico di competenza comunale. La responsabilità dell'edilizia scolastica degli istituti del primo ciclo, infatti, ricade sull'ente locale, mentre per le scuole superiori la competenza è diversa.
Il problema, dunque, non può essere lasciato esclusivamente sulle spalle della scuola. Da mesi la comunità scolastica chiede soluzioni: sistemi di allarme, vigilanza notturna, interventi sugli accessi e una strategia complessiva di sicurezza. Eppure, secondo quanto riferito dalla comunità scolastica, non sarebbe ancora arrivata una comunicazione concreta da parte dell'amministrazione comunale sulle modalità e sui tempi di un intervento risolutivo.
Una situazione difficile da comprendere anche alla luce della collocazione dell'istituto: il Palazzo di Città dista poche decine di metri dal plesso Marconi. Non si tratta, quindi, di un problema lontano dagli occhi dell'amministrazione. La domanda ormai è inevitabile. Quanto può costare installare un adeguato sistema di allarme in una scuola pubblica?
Il costo naturalmente dipende dalle dimensioni dell'edificio, dal numero di accessi e dalle tecnologie utilizzate. Ma di fronte a una sequenza di nove episodi e a decine di migliaia di euro di beni sottratti o danneggiati, la questione non può essere ridotta soltanto a un problema di bilancio.
Perché ogni nuovo furto significa altri soldi pubblici da spendere per ricomprare ciò che è stato sottratto. E soprattutto significa privare gli studenti di strumenti destinati alla loro formazione , a pochissimi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico.
La comunità scolastica chiede quindi all'amministrazione di spiegare quali risorse siano state stanziate, quali interventi siano stati valutati e quando verranno realizzati. Non è più il momento delle attese.
Non è più il momento di aspettare il prossimo bilancio, il prossimo sopralluogo o, peggio ancora, il prossimo furto. Perché una scuola pubblica dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri della città. Non un edificio nel quale, dopo nove intrusioni, chiunque riesca ancora a trovare una porta aperta.
Il 28 agosto avevamo scritto che la Marconi era sotto assedio. Il 4 settembre, ancora una volta, i fatti hanno confermato quella denuncia.
La situazione appare ancora più paradossale se si considera che, proprio mentre in città si celebrava l'inaugurazione di una nuova scuola dell'infanzia, un altro istituto scolastico veniva nuovamente violato.
Da una parte si inaugurano nuovi spazi per i bambini, dall'altra una scuola continua a essere saccheggiata.
Nove episodi complessivi, con una preoccupante escalation concentrata soprattutto nelle ultime settimane.
Il bilancio è pesante: una LIM è stata portata via, una quinta è stata gravemente danneggiata e resa di fatto inutilizzabile, mentre all'interno dell'aula magna sono stati presi i modem e altri apparati tecnologici utilizzati dalla scuola. Il materiale è stato addirittura scaraventato dalle finestre e ritrovato sparso nel giardino dell'istituto.
Questa volta, a rendere ancora più grave la vicenda, c'è un particolare: si è verificata in pieno giorno.
L'allarme è scattato intorno alle 19-19.15, quando una persona residente in uno degli edifici vicini ha sentito un forte rumore. Affacciandosi, avrebbe visto a terra una LIM, con il vetro dello schermo completamente frantumato e i cristalli sparsi nell'area esterna. La segnalazione è quindi arrivata alla scuola, che ha provveduto ad allertare le forze dell'ordine.
La Polizia ha effettuato i rilievi fino alla serata, mentre restano da chiarire dinamica e responsabilità dell'accaduto.
Ma il dato che preoccupa maggiormente la comunità scolastica è un altro: il plesso continua a non essere adeguatamente protetto. Una prima protezione era stata realizzata grazie all'iniziativa di un privato cittadino, che aveva fatto installare delle grate per mettere in sicurezza il lato dell'edificio utilizzato durante le precedenti intrusioni. Un gesto che aveva consentito di blindare uno degli accessi più vulnerabili, ma che inevitabilmente ha spostato il problema sull'altro lato del plesso.
Ed è proprio da lì che, questa volta, gli intrusi sono riusciti a entrare. Non è la prima volta che la vicenda viene portata all'attenzione dell'opinione pubblica.
Lo scorso 28 agosto, su CerignolaViva, avevamo già raccontato la situazione della scuola Marconi parlando di un istituto «sotto assedio»: migliaia di euro di danni e soprattutto 6 lim e 27 computer portatili portati via nel susseguirsi delle intrusioni.
Quell'articolo nasceva proprio dalla necessità di accendere i riflettori su una situazione che, già allora, appariva fuori controllo.
A distanza di pochi giorni, però, è arrivato un nuovo episodio.
E questo rende inevitabile una domanda: che cosa deve ancora accadere prima che si intervenga concretamente? La scuola primaria Guglielmo Marconi è un edificio scolastico di competenza comunale. La responsabilità dell'edilizia scolastica degli istituti del primo ciclo, infatti, ricade sull'ente locale, mentre per le scuole superiori la competenza è diversa.
Il problema, dunque, non può essere lasciato esclusivamente sulle spalle della scuola. Da mesi la comunità scolastica chiede soluzioni: sistemi di allarme, vigilanza notturna, interventi sugli accessi e una strategia complessiva di sicurezza. Eppure, secondo quanto riferito dalla comunità scolastica, non sarebbe ancora arrivata una comunicazione concreta da parte dell'amministrazione comunale sulle modalità e sui tempi di un intervento risolutivo.
Una situazione difficile da comprendere anche alla luce della collocazione dell'istituto: il Palazzo di Città dista poche decine di metri dal plesso Marconi. Non si tratta, quindi, di un problema lontano dagli occhi dell'amministrazione. La domanda ormai è inevitabile. Quanto può costare installare un adeguato sistema di allarme in una scuola pubblica?
Il costo naturalmente dipende dalle dimensioni dell'edificio, dal numero di accessi e dalle tecnologie utilizzate. Ma di fronte a una sequenza di nove episodi e a decine di migliaia di euro di beni sottratti o danneggiati, la questione non può essere ridotta soltanto a un problema di bilancio.
Perché ogni nuovo furto significa altri soldi pubblici da spendere per ricomprare ciò che è stato sottratto. E soprattutto significa privare gli studenti di strumenti destinati alla loro formazione , a pochissimi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico.
La comunità scolastica chiede quindi all'amministrazione di spiegare quali risorse siano state stanziate, quali interventi siano stati valutati e quando verranno realizzati. Non è più il momento delle attese.
Non è più il momento di aspettare il prossimo bilancio, il prossimo sopralluogo o, peggio ancora, il prossimo furto. Perché una scuola pubblica dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri della città. Non un edificio nel quale, dopo nove intrusioni, chiunque riesca ancora a trovare una porta aperta.
Il 28 agosto avevamo scritto che la Marconi era sotto assedio. Il 4 settembre, ancora una volta, i fatti hanno confermato quella denuncia.
La situazione appare ancora più paradossale se si considera che, proprio mentre in città si celebrava l'inaugurazione di una nuova scuola dell'infanzia, un altro istituto scolastico veniva nuovamente violato.
Da una parte si inaugurano nuovi spazi per i bambini, dall'altra una scuola continua a essere saccheggiata.








Ricevi aggiornamenti e contenuti da Cerignola 





