rievocazione storica
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Madonna di Ripalta, ieri sera a Cerignola la settima rievocazione storica

Il corteo è partito intorno alle 20 da Palazzo Fornari e ha ripercorso la leggenda del 1172 tra figuranti, cavalli, buoi e la rappresentazione del ritrovamento dell’icona

Si è svolta ieri sera la settima edizione della rievocazione storica del ritrovamento della Madonna di Ripalta, un appuntamento che riprende la tradizione orale legata al 1172 e che quest'anno ha riportato in scena diversi elementi della leggenda, dai figuranti di Canosa ai cavalli, fino al carro trainato dai buoi.

Il corteo è partito intorno alle 20 da Palazzo Fornari, per poi proseguire verso Piano San Rocco, Viale Di Vittorio e Corso Roma, fino a raggiungere Piazza Duomo, dove è stato rappresentato scenicamente il ritrovamento del quadro della Madonna di Ripalta. La rievocazione si è poi conclusa nella Chiesa Madre, passando per la Terra Vecchia.

A raccontare il significato dell'iniziativa e a ripercorrere l'origine della rievocazione è Franco Conte, uno dei promotori, partendo dalla prima edizione organizzata nel 2011.
«Era il 2011 quando, per la prima volta, fu organizzata la prima edizione del ritrovamento del quadro della Madonna di Ripalta. Trattasi di una leggenda che è avvenuta, secondo la tradizione orale, nel 1172, quindi sono trascorsi 850 anni. Dopo 5 edizioni c'è stata una pausa e poi è stata ripresa la sesta edizione lo scorso anno».

La settima edizione ha riproposto in maniera più articolata alcuni degli elementi legati alla leggenda, compresa la presenza dei figuranti provenienti da Canosa di Puglia.
«Settima edizione quest'anno nel 2026. Abbiamo sempre invitato il gruppo dei figuranti di Canosa di Puglia, perché, siccome dice la leggenda, c'è stata una contesa nel 1172 tra i canosini e i cerignolani. L'icona della Madonna di Ripalta fu ritrovata in una grotta sulla Ripa Alta dell'Ofanto e per questo si chiama Ripalta».

Nel racconto di Conte c'è quindi la contesa tra canosini e cerignolani per il possesso dell'icona.
«Ci fu un taglio da parte dei ladroni che cercavano il lardo e sgorgò del sangue. E allora la contesa era, poiché la Ripa Alta è il confine tra Cerignola e Canosa, chi si doveva appropriare del sacro tavolo che aveva fatto un miracolo».

Secondo la tradizione raccontata da Conte, la decisione venne poi affidata all'arciprete nullius.
«E allora, per volontà dell'arciprete nullius, perché all'epoca Cerignola non era diocesi, ma sottostava alla diocesi di Canosa di Puglia, e quindi noi avevamo l'arciprete nullius, cioè senza diocesi, decisero di metterlo su un carro trainato dai buoi e al bivio prese la strada di Cerignola».

Da quel momento, sempre secondo la tradizione, la Madonna di Ripalta venne venerata dai cerignolani. «E da allora la Madonna di Ripalta fu venerata dai cerignolani, ma non divenne subito protettrice, perché la Madonna di Ripalta divenne protettrice nel 1859».

La rievocazione ha cercato di riprendere proprio gli elementi del racconto tradizionale, introducendo rispetto alla precedente edizione i buoi con il carro, i cavalli e il gruppo dei figuranti di Canosa.

«La rievocazione, appunto storica, ma secondo la leggenda riprende tutto questo. Difatti lo scorso anno non c'erano i buoi con i carretti, non c'erano i cavalli, non c'era il gruppo dei canosini. Quest'anno invece abbiamo messo i buoi con il carro, ci sono i cavalli, ci sono un nutrito gruppo di canosini che anche a Canosa organizzano un corteo storico, però che riguarda tutt'altro, riguarda la traslazione del corpo di San Sabino».

Una presenza, quella dei figuranti di Canosa, che Conte lega al rapporto tra le due comunità. «E quindi noi abbiamo invitato, per suggellare questo legame, questo gruppo dei figuranti, che sono quasi una settantina che sono venuti a Cerignola, insieme, invece ,con un centinaio dei cerignolani». Tra gli aspetti nuovi di questa edizione anche i costumi, realizzati e rivisti per l'occasione.

«Quest'anno gli abiti sono stati rivisti, sono stati abbelliti, sono stati confezionati nuovi abiti da parte del costumista bravissimo Franco D'Ambra di Cerignola, sotto la regia di Pietro De Santis, che hanno organizzato tutto con la regia».

A completare la scenografia sono state le lanterne illuminate, il baldacchino con l'arciprete nullius e la presenza dei soldati con le lance. «Ci sono le novità, vediamo delle lanterne illuminate che fanno da coreografia ed è molto suggestivo, c'è il baldacchino con l'arciprete nullius. Quindi ci sono tante novità, i soldati con le lance, ci sono tante novità rispetto alle precedenti edizioni».

Il momento centrale si è svolto in Piazza Duomo, dove dieci attori cerignolani hanno rappresentato il ritrovamento. «In Piazza Duomo, su un ampio palco, sarà rappresentato scenicamente da 10 attori cerignolani il ritrovamento del quadro della Madonna di Ripalta». La scena è poi proseguita con il carro antico trainato dai buoi e il percorso verso la Terra Vecchia, fino alla Chiesa Madre.

«Poi il quadro sarà posto su un carro antico trainato dai buoi, ci sarà la deviazione per Cerignola e proseguirà per la Terra Vecchia e si concluderà nella Chiesa Madre».

Dietro la realizzazione della settima edizione c'è anche l'Associazione "La Tavl", costituita lo scorso anno proprio per dare vita a questa nuova fase della rievocazione.

«Allora, l'anno scorso, per dar vita a questa edizione, è stata costituita un'associazione ad hoc che si chiama Associazione "La Tavl", proprio a riprendere il sacro tavolo, la sacra icona, d'accordo? Dove appunto insieme si realizzano e si promuovono, si organizzano delle iniziative culturali per promuovere il territorio cerignolano».

Conte cita quindi alcuni dei componenti che hanno partecipato all'organizzazione. «Abbiamo diversi componenti dell'associazione, ne cito alcuni che sono stati instancabili organizzatori: prima di tutto Maria Rosaria Di Vito, Ruggiero Di Vito che ne è il presidente, Sabino Di Gregorio, il sottoscritto, Giancarlo Staferza, Antonella, Simone e tanti altri».

Un lavoro portato avanti insieme alla Pro Loco e ad altre associazioni, con il coinvolgimento anche della cooperativa Padre Pio. «La Pro Loco è stata in collaborazione con l'Associazione La Tavola e altre associazioni. Ringrazio, per esempio, la cooperativa Padre Pio, dove per mesi tutti i soci della cooperativa Padre Pio hanno confezionato gli abiti. Tutti si riunivano saltuariamente in settimana per confezionare gli abiti».

Le pergamene di Canosa del 1252

Un altro momento collegato alla rievocazione si è svolto giovedì 3 settembre nella sala conferenze della Biblioteca di Comunità, in Piazza della Repubblica, con la presentazione e l'esposizione di due pergamene provenienti da Canosa.

«Ecco, il 3 settembre, giovedì, nella sala conferenze della Biblioteca di Comunità a Piazza della Repubblica sono state presentate ed esposte due pergamene di Canosa, del Museo dei Vescovi di Canosa».
Le pergamene, datate 1252, sono state presentate come testimonianza relativa a quell'arco temporale e al riferimento ai "Ripi Saltis".
«Queste pergamene, datate 1252, stanno a testimoniare che in quell'arco di tempo si parlava già dei Ripi Saltis, cioè del santuario e della presenza dell'icona».

Un elemento che Conte collega alla tradizione del 1172. «Quindi, secondo la leggenda, 1172 e le pergamene 1252, quindi quell'arco di tempo che attesta la presenza del santuario e dell'icona della Madonna».

Le pergamene sono state esposte in una teca e possono essere osservate per alcuni giorni.

«Queste pergamene sono state esposte in una teca, possono essere visitate, osservate per alcuni giorni. C'è stata una conferenza del curatore del Museo dei Vescovi di Canosa e sono intervenuti anche il sindaco di Canosa e altri ospiti della Pro Loco, eccetera, il nostro sindaco, gli assessori vari».

La settima edizione si è così conclusa dopo aver riportato per le strade e nel cuore del centro storico il racconto della leggenda del ritrovamento della Madonna di Ripalta, attraverso il corteo, la partecipazione dei figuranti di Canosa e Cerignola e la rappresentazione scenica del ritrovamento.
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