
Tra libertà e memoria: in arrivo a Cerignola "Pastasciutta Antifascista"
L'iniziativa si terrà sabato 25 luglio dalle ore 19
Cerignola - lunedì 20 luglio 2026
10.25 Comunicato Stampa
"C'è chi pensa che una pastasciutta non possa cambiare nulla. In effetti, da sola non può farlo. Ma i gesti, quando custodiscono una memoria, diventano cultura. E la cultura cambia le persone". Con queste parole, la Cooperativa sociale Pietra di Scarto di Cerignola invita tutti a partecipare all'iniziativa "Pastasciutta Antifascista", che si terrà presso il laboratorio di legalità "Francesco Marcone" sabato 25 luglio dalle ore 19.
La Pastasciutta Antifascista celebra una libertà riconquistata, tenendo viva una memoria che appartiene a tutte e tutti. Ricorda il 25 luglio 1943, quando la famiglia Cervi offrì un piatto di pasta a tutto il paese per celebrare la caduta del fascismo, trasformando un gesto semplice in un messaggio di libertà, condivisione e speranza. Per questo, ogni anno, migliaia di realtà in tutta Italia scelgono di ripetere quel gesto.
"Noi lo facciamo in un bene confiscato alla mafia, un luogo che ogni giorno dimostra come ciò che era simbolo di potere criminale possa diventare spazio di lavoro, inclusione e legalità. C'è chi si chiede se a Cerignola non servano cose "più serie". Noi crediamo che costruire comunità, coltivare la memoria e difendere i valori democratici siano cose estremamente serie. Così come lo è creare opportunità di lavoro per chi vive una condizione di fragilità, restituire beni confiscati alla collettività e scegliere, ogni giorno, da che parte stare. Perché la democrazia non vive solo nelle grandi ricorrenze: vive anche nei piccoli gesti condivisi, in una tavola apparecchiata, nelle relazioni che si costruiscono e nella memoria che si sceglie di non perdere".
La Pastasciutta Antifascista celebra una libertà riconquistata, tenendo viva una memoria che appartiene a tutte e tutti. Ricorda il 25 luglio 1943, quando la famiglia Cervi offrì un piatto di pasta a tutto il paese per celebrare la caduta del fascismo, trasformando un gesto semplice in un messaggio di libertà, condivisione e speranza. Per questo, ogni anno, migliaia di realtà in tutta Italia scelgono di ripetere quel gesto.
"Noi lo facciamo in un bene confiscato alla mafia, un luogo che ogni giorno dimostra come ciò che era simbolo di potere criminale possa diventare spazio di lavoro, inclusione e legalità. C'è chi si chiede se a Cerignola non servano cose "più serie". Noi crediamo che costruire comunità, coltivare la memoria e difendere i valori democratici siano cose estremamente serie. Così come lo è creare opportunità di lavoro per chi vive una condizione di fragilità, restituire beni confiscati alla collettività e scegliere, ogni giorno, da che parte stare. Perché la democrazia non vive solo nelle grandi ricorrenze: vive anche nei piccoli gesti condivisi, in una tavola apparecchiata, nelle relazioni che si costruiscono e nella memoria che si sceglie di non perdere".


j.jpg)
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Cerignola 
.jpg)





.jpg)