Ce l’ho, mi manca...

Scopriamo insieme la dodicesima figurina “Cerignolani da Collezione"

E’ l’allenatore della squadra dei record con 82 risultati utili consecutivi

L'ultima puntata, la dodicesima, di "Cerignolani da collezione" è dedicata all'allenatore. Dopo gli undici giocatori, ci vuole anche chi sa metterli in campo e guidarli dalla panchina. Chi sarà? Risposta facile no! E' mister Massimo Gallo, l'allenatore per eccellenza che in questi due anni non conosce ancora la parola sconfitta. E' il mister della squadra dei record, il vero regista della grande Audace. Spesso si pensa all'allenatore soprattutto quando le cose vanno male, quando si perde "è sempre colpa dell'allenatore" quando si vince invece è solo "merito della squadra". Ma le doti e i meriti di mister Gallo ci sono eccome. E' l'artefice del 3-4-3, suo vero marchio di fabbrica, un credo calcistico del quale difficilmente ne fa meno. Ha cambiato senza stravolgere, ha vinto molte scommesse ed è riuscito a gestire un gruppo di primissima fascia, tenendo sempre sulla corda tutti e adoperando le scelte giuste al momento giusto (alcune anche impopolari). Ha accresciuto la qualità del gruppo senza perdere troppo in quantità. Già, perché oltre a quello tattico mister Gallo ha anche altri meriti notevoli: motivazioni (tenendo sempre alta l'asticella della concentrazione, anche se la sua squadra era nettamente superiore agli avversari); e condizione atletica, attingendo dalla sua anima di ex difensore e centrocampista da battaglia per trasmettere subito alla squadra tanta fame agonistica. Flessibilità e pragmatismo alla guida: Gallo è andato al massimo.

PROFILO PSICOLOGICO
Massimo è un persona equilibrata, sempre disponibile, con una mentalità vincente. Sa scherzare quando c'è da scherzare ma, quando c'è da lavorare, non ce n'é per nessuno. "Spesso sono severo ma poi dopo gli allenamenti qualche battutina riesco anche a farla dai".

CARRIERA / PALMARES
Da giocatore:
  • Gallo ha giocato 5 anni nei professionisti tutti con la maglia del Bisceglie (serie C2 dalla stagione 89/90 alla stagione 95/96).
  • Tantissima serie D e 2 anni d'Eccellenza a Monturano nelle Marche
Da allenatore:
  • 2004/2005: Lavello (serie D). Da allenatore e giocatore, ha conquistato la salvezza nella finale playout.
  • 2007/2008: Monturano (Eccellenza marchigiana). Chiamato ad essere allenatore e giocatore da dicembre in poi, ha conquistato la salvezza.
  • 2014/2015: Audace Cerignola (Prima Categoria. Primo posto e Coppa Puglia)
  • 2015/2016: Audace Cerignola (Promozione Pugliese. Primo posto e Coppa Italia)

DICONO DI LUI
Luca Amoruso (vice presidente Audace Cerignola): "Nonostante sia alla prima esperienza da allenatore, Massimo sta dimostrando il suo valore. E' un ragazzo umile e molto scrupoloso, sempre attento ai piccoli particolari, svolge il suo lavoro con grande passione. E poi è anche ben voluto da tutti i ragazzi. Gli faccio un grande in bocca al lupo per la sua carriera".

Gilberto Schino (allenatore del Cerignola nella stagione 1987/1988. Ha promosso un giovanissimo Gallo in prima squadra): "Massimo è una persona squisita, con i sentimenti giusti, dai buoni valori come tutta la sua famiglia del resto. In campo era sempre disponibile, dava tutto e, soprattutto negli allenamenti, era attentissimo, attenendosi sempre alle mie direttive. Era un giocatore molto duttile, che sapeva gestirsi, sempre a disposizione della squadra. Ecco, era il classico calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero. Una persona preparata. Ricordo che spesso per soddisfare la sua voglia di conoscere ed imparare, mi poneva delle domande. Ci teneva tanto a migliorarsi, mettendo subito in pratica i consigli che gli davo: era affascinato dalle mie spiegazioni. E, in effetti, questo si è rilevato determinante per il suo futuro da allenatore. Da quando è il mister dell'Audace sono diventato il suo primissimo tifoso, tifando per il Cerignola e seguendo tutte le sue partite. Sta facendo delle cose eccezionali e per questo vi consiglio di tenervelo stretto. Gli faccio un grosso in bocca al lupo".

Massimo Borrelli (ha giocato con Gallo nel Bisceglie in C2): "Conosco Massimo da tantissimi anni e non ho nessun dubbio nell'affermare che è un persona unica nel suo genere: non potrebbe essere altrimenti considerando la forte amicizia che ci lega dopo tantissimi anni. Ricordo che in quel periodo a Bisceglie eravamo dei ragazzini e ci divertivamo tantissimo: Massimo è davvero di compagnia, è una persona scherzosa e socievole. Come giocatore e allenatore, i numeri parlano chiaro. Era ed è sempre preciso, in campo dava tutto, non lasciando nulla al caso e ricercando sempre la perfezione.

Gigi Dipasquale (capitano Audace Cerignola): "Conosco il mister da anni ed è sicuramente una gran bella persona, divertente. Ci tiene a tutti e questo fa di lui una persona determinata, che sa quello che vuole, in campo e fuori. Ci fa lavorare tanto ma anche divertire dai. Diciamo che questi sono i suoi primi veri due anni da allenatore e sono stati davvero stupendi. Insieme, ci siamo tolti tante soddisfazioni e ha saputo dare una sua impronta al nostro gioco. Gli auguro di cuore di continuare a vincere e migliorarsi sempre di più, con la speranza di vederlo allenare nei professionisti perché è una bravissima persona ed un allenatore bravo che può crescere tanto".

Derek Schiavone (centrocampista Audace Cerignola): "Del mister posso parlare solo bene. Umanamente è una persona molto sincera e schietta a cui ti affezioni davvero. Io con il mister ero già amico ancor prima che iniziassimo questo avventura calcistica insieme. Da allenatore è stato bravo a stabilire le distanze tra lui e noi giocatori. Ha tanti meriti per quello che stiamo facendo, ci divertiamo tanto a giocare con questo modulo ed è lui che ha dato questa impronta alla squadra. In campo ti fa lavorare tanto e bene mentre fuori è una persona che si fa voler bene. In questi due anni ho imparato tantissime cose da lui ed è sopratutto grazie a lui se sono migliorato tatticamente. Vuole sempre di più da me e questo mi fa capire quanto conta su di me, dandomi grande fiducia. Anche se, ho sempre nelle orecchie le sue grida quando faccio il doppio passo nella mia metà campo e perdo palla ma so che lo fa perché ci tiene. Chiudo dicendo che mi "rompe" spesso, è sistematico, ma gli voglio bene".

Giuseppe Grieco (centrocampista Audace Cerignola): "Il mister innanzitutto lo conosco da prima che iniziasse l'avventura al Cerignola, era praticamente il mio procuratore quindi era un amico. Uso il passato perché quando si inizia a lavorare insieme, e lui è il mio allenatore, è normale avere una dovuta distanza. Poi fuori dal campo, ovviamente continua ad essere un amico, sempre rispettandolo. Come mister è giusta la sua riconferma (non so se ne hanno già parlato sinceramente) ma comunque, come si può esonerare/cambiare un allenatore che non perde da due anni e ha scritto, con tutti noi, una pagina importante nell'almanacco del Cerignola? Una cosa scherzosa sul mister? Gli manca la "gl" e poi è così veloce nel pensiero che invece di dire la parola che serve pronuncia già quella successiva. E' il numero uno, è spettacolare, come dice il bomber Dipasquale. Nella vita di tutti i giorni è una persona solare, scherzosa, direi giovane nonostante i suoi 67 anni (ride ndr). Gli faccio un grosso in bocca al lupo sperando che vada sempre per il verso giusto. In primis dipende tutto da noi: lui fa le sue scelte, certo, ma in campo poi scendiamo noi e, se remiamo tutti nel verso giusto, si possono continuare a fare grandi cose".

LA PARTITA A CUI SEI PIU' AFFEZIONATO
Sono una persona che porta nel cuore tutte le partite ma devo ammettere che quella di Gravina, in finale contro Fasano, ha un sapore particolare. Era una gara sentita da tutta la città, un evento a cui tutti hanno partecipato. Ricordo che in quei giorni ho cercato di dare ai ragazzi la giusta tranquillità, concentrazione e consapevolezza della nostra forza. Facemmo un primo tempo non bello. All'intervallo, ti aspetti che il mister vada nello spogliatoio ad urlare e strigliare i suoi. Invece, ho detto ai miei solo due parole: "Giochiamo a calcio". Nel secondo tempo, i risultati si sono visti. Ricordo ancora il boato al gol di Gigi (Dipasquale ndr), con i tifosi impazziti alle nostre spalle. A fine partita ho provato tanta gioia e la consapevolezza di avere un grosso gruppo.

X FACTOR
Da allenatore di episodi ce ne sono tanti. Ad esempio, spesso ho in mente una formazione ma poi la cambio nel pullman a poche ore dalla partita stupendo anche qualche mio giocatore. Un cambio che definirei impopolare fu quello fatto in finale a Gravina, quando inserii Flavio Amoruso al posto di Colucci sullo 0-0. Mi vennero tutti contro ma alla fine credo che fu una mossa vincente. Da giocatore invece la vera svolta arrivò nell'anno 87. Ero nel Cerignola, in serie D con mister Ronzulli. Avevo soli 17 anni e non giocavo quasi mai. Poi, durante la stagione, organizzammo due amichevoli contro il Bisceglie. Feci due grosse prestazioni come centrocampista centrale, tanto da impressionare mister Lombardo. L'anno dopo, infatti, mi portò con lui proprio a Bisceglie. Giocai sempre titolare, in serie C.

MOTTO
"Dare sempre tutto, fino al 95esimo e oltre"

SOMIGLIA A
Non ho un allenatore/modello particolare di riferimento. Cerco di essere sempre me stesso e di far tesoro dei tanti insegnamenti e suggerimenti che ho avuto nella mia carriera. Su tutti quelli di mister Schino con il suo 4-3-3 e di mister Simonelli a Bisceglie. Mi hanno dato tanto sia come giocatore che come persona.

SE FOSSIMO IN UN VIDEOGIOCO
Beh, da tifoso milanista, mi piacerebbe allenare il grande Milan di Sacchi, quello dei vari Van Basten, Gullit e Rijkaard per intenderci. Penso davvero che quel Milan ha portato un grande cambiamento nel calcio, è stato l'evoluzione per questo sport. E poi, allenare certi campioni è sempre un piacere.

Figurina realizzata da Stefano Pepe, fotografia di Antonio Monopoli
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