
Attualità
“Pomodoro Revolution”, oltre 100mila bottiglie di passata: dai beni confiscati nascono lavoro e inclusione
Al via il porgetto promosso dalla Cooperativa Sociale Pietra di Scarto
Cerignola - lunedì 14 settembre 2026
10.17 Comunicato Stampa
Oltre 100mila bottiglie di passata di pomodoro sono state realizzate con i pomodori coltivati e raccolti nella scorsa primavera sui terreni confiscati alla mafia e gestiti a Cerignola dalla Cooperativa Sociale Pietra di Scarto. Un risultato che molte testate giornalistiche e redazioni televisive nazionali hanno raccontato nelle scorse ore e dietro al quale c'è soprattutto il lavoro di 14 persone in condizioni di fragilità, regolarmente assunte con contratto di lavoro agricolo: persone impegnate in percorsi di esecuzione penale esterna, persone con disabilità, ragazzi nello spettro autistico e donne provenienti da situazioni di guerra e violenza.
La trasformazione avviene nel Laboratorio di Legalità "Francesco Marcone", in Contrada Toro a Cerignola, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità attraverso il lavoro, l'inclusione sociale e una filiera agricola fondata sulla dignità.
Proprio questo luogo è stato al centro di "Pomodoro Revolution", intervento promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali, guidato da Maria Dibisceglia, finanziato nell'ambito del PNRR – Missione 5, Componente 3, Investimento 2 "Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie", finanziato dall'Unione europea – NextGenerationEU.
Un investimento complessivo di 761.187,57 euro finalizzato a rafforzare la capacità produttiva del bene e la filiera della trasformazione del pomodoro. Il progetto ha previsto, tra gli altri interventi, il potenziamento dell'efficienza energetica e degli impianti, il rafforzamento dei sistemi di sicurezza e la realizzazione di nuovi spazi dedicati anche alle attività didattiche e alla conoscenza dei processi produttivi.
Perché è questo il significato più concreto del riutilizzo sociale: un bene sottratto alla criminalità diventa lavoro, inclusione, produzione e futuro. Nelle prossime settimane racconteremo più da vicino la natura dell'intervento, i lavori realizzati e soprattutto il suo impatto. A farlo saranno direttamente le donne e gli uomini che quei luoghi li animano ogni giorno, trasformando un bene confiscato in un presidio quotidiano di legalità e riscatto.
La trasformazione avviene nel Laboratorio di Legalità "Francesco Marcone", in Contrada Toro a Cerignola, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità attraverso il lavoro, l'inclusione sociale e una filiera agricola fondata sulla dignità.
Proprio questo luogo è stato al centro di "Pomodoro Revolution", intervento promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali, guidato da Maria Dibisceglia, finanziato nell'ambito del PNRR – Missione 5, Componente 3, Investimento 2 "Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie", finanziato dall'Unione europea – NextGenerationEU.
Un investimento complessivo di 761.187,57 euro finalizzato a rafforzare la capacità produttiva del bene e la filiera della trasformazione del pomodoro. Il progetto ha previsto, tra gli altri interventi, il potenziamento dell'efficienza energetica e degli impianti, il rafforzamento dei sistemi di sicurezza e la realizzazione di nuovi spazi dedicati anche alle attività didattiche e alla conoscenza dei processi produttivi.
Perché è questo il significato più concreto del riutilizzo sociale: un bene sottratto alla criminalità diventa lavoro, inclusione, produzione e futuro. Nelle prossime settimane racconteremo più da vicino la natura dell'intervento, i lavori realizzati e soprattutto il suo impatto. A farlo saranno direttamente le donne e gli uomini che quei luoghi li animano ogni giorno, trasformando un bene confiscato in un presidio quotidiano di legalità e riscatto.

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