Raimondo Catalano. <span>Foto Domenico Ziro</span>
Raimondo Catalano. Foto Domenico Ziro
Calcio

"Non era una partita facile”: Catalano avvisa tutti dopo il 4-0, ma questo Cerignola fa paura

Tre vittorie in quattro partite: l’Audace si prende, almeno per una notte, la vetta della classifica.

Non è stata semplicemente una vittoria. È stata una vera e propria lezione di calcio. L'Audace Cerignola travolge il Giugliano con un netto 4-0 e manda un altro messaggio importante al campionato: questa squadra non vuole limitarsi a vincere, vuole farlo attraverso un'identità precisa, con intensità, qualità e una produzione offensiva impressionante.

Dopo il successo nel derby contro il Foggia, il Cerignola ha riproposto lo stesso approccio visto nei primi minuti della sfida dello Zaccheria: aggressione alta, ritmo, ricerca immediata del gol e la volontà di indirizzare la partita sin dalle prime battute. Questa volta, però, la squadra di Raimondo Catalano è riuscita a spingersi ancora oltre.

Il 4-0 racconta soltanto una parte della prestazione. I numeri restituiscono meglio la superiorità dell'Audace: 16 conclusioni complessive, 9 delle quali nello specchio, con una squadra che, anche dopo aver trovato il vantaggio e successivamente il raddoppio, non ha mai smesso di attaccare e cercare la giocata offensiva.

Un'Audace giovane, ma che per meccanismi e consapevolezza sembra già una squadra costruita da anni. I movimenti senza palla, gli scambi a due tocchi, le verticalizzazioni e la capacità anche dei subentrati di entrare immediatamente nei meccanismi raccontano di un gruppo che sta assimilando rapidamente l'idea di calcio del proprio allenatore.

E così, dopo quattro giornate, il Cerignola si ritrova momentaneamente al primo posto in classifica, con tre vittorie conquistate. Una vetta che, naturalmente, va presa con le pinze perché il campionato è appena iniziato e resta da attendere anche il risultato di Sorrento-Picerno. Ma intanto l'Audace si gode una notte in testa.

Catalano, però, non vuole sentir parlare di facili entusiasmi. In conferenza stampa il tecnico ha subito riportato tutti con i piedi per terra.

«Dire che avremmo fatto tre vittorie su quattro, onestamente, non credo che nessuno lo potesse dire inizialmente», ha spiegato il tecnico, sottolineando poi come la classifica dopo appena quattro giornate «vuol dire zero, vuol dire nulla». La parola d'ordine resta una sola: lavorare.

Una prudenza che emerge anche quando gli viene chiesto dell'atteggiamento della squadra. Per Catalano non c'era alcun motivo per sottovalutare il Giugliano, soprattutto considerando l'età media della rosa: «Siamo una squadra giovane che assolutamente non può permettersi di entrare in campo con presunzione».

Ed è proprio questo uno degli aspetti che maggiormente convincono dell'Audace. Una squadra giovane, ma capace di giocare con una maturità che non sempre appartiene a un gruppo con così poca esperienza.

Dai microfoni di CerignolaViva, la redazione ha sottolineato proprio la sensazione di vedere un'Audace che sembra giocare insieme da anni, con meccanismi già collaudati e una produzione offensiva costante. Catalano ha riconosciuto la bontà della prestazione, ma ha nuovamente frenato gli entusiasmi: «Abbiamo fatto una buona gara, abbiamo interpretato bene la gara». Poi il monito: «Non dobbiamo fare pensieri troppo esaltanti o soprattutto auto-esaltanti».

Tra i protagonisti della serata anche Cretella, autore di una prestazione di grande spessore soprattutto nella costruzione del gioco, tra verticalizzazioni, imbucate e capacità di superare la prima linea di pressione. Per Catalano è «un giocatore importante per questa squadra», ma il tecnico preferisce allargare il discorso all'intero gruppo: «Mi sembra riduttivo parlare soltanto di uno e non degli altri».

Un concetto che torna più volte nelle parole dell'allenatore. L'Audace non è Cretella, non è Boccadamo, non è D'Orazio e non è un singolo interprete: è un collettivo che sta crescendo. E proprio su D'Orazio, alla terza panchina in quattro partite nonostante la maglia numero 10 sulle spalle, Catalano ha chiarito che non si tratta di una bocciatura: «È un giocatore importantissimo per questa squadra».

Il tecnico ha spiegato che il fantasista ha avuto «qualche problemino» nella prima fase della preparazione e sta ancora raggiungendo il massimo della forma. «Sono strafelice di allenarlo», ha aggiunto Catalano, convinto che il giocatore potrà dare «il suo grande contributo».

Adesso, però, non c'è tempo per godersi troppo il 4-0. Martedì c'è già il Casarano e, subito dopo, arriverà la Casertana. Un calendario che obbliga l'Audace a gestire energie fisiche e mentali.

«Dobbiamo pensare chiaramente soprattutto al recupero da parte dei ragazzi», ha spiegato Catalano, consapevole che sarà difficile recuperare al cento per cento dopo una partita così intensa.

La notte del 4-0, però, resta. E racconta di un'Audace che continua a crescere, partita dopo partita. Tre vittorie in quattro giornate, una vetta momentanea e una squadra che, pur essendo giovane, sembra già sapere esattamente cosa vuole fare in campo.

È ancora presto per fare proclami. Catalano lo sa bene. Ma intanto, per una notte, Cerignola è in testa.


  • Audace Cerignola
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