100 passi per la legalità
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Cerignola celebra la legalità: centinaia di studenti in corteo contro la mafia

Gli studenti, sulle orme de “I cento passi”, si schierano con il messaggio di Peppino Impastato contro la mafia

Questa mattina Cerignola ha vissuto un momento di forte partecipazione civile e sociale con la manifestazione dedicata alla memoria delle vittime di mafia e alla diffusione della cultura della legalità. Un corteo partecipato, sentito e simbolico che ha coinvolto numerose scuole cittadine, studenti, docenti, famiglie, istituzioni e forze dell'ordine, uniti in un messaggio chiaro contro ogni forma di criminalità organizzata.

Il percorso è partito intorno alle ore 10 davanti alla Chiesa del Carmine, attraversando le strade cittadine fino a raggiungere il convento, luogo conclusivo dell'iniziativa. Qui gli studenti hanno assistito alla proiezione di alcune scene tratte da I cento passi, pellicola simbolo della lotta alla mafia che racconta la vita e il coraggio di Peppino Impastato, assassinato dalla mafia nel 1978 per il suo impegno contro Cosa Nostra.

Particolarmente toccante il momento dedicato ai più piccoli dell'Opera San Francesco, protagonisti insieme al sindaco Francesco Bonito, all'assessora Teresa Cicolella e alle forze dell'ordine di un percorso simbolico compiuto scalzi sul prato del convento. Un gesto semplice ma potente, pensato per rappresentare idealmente "i cento passi", diventati emblema del cammino verso la libertà, la giustizia e il coraggio di denunciare. Il titolo si riferisce proprio alla distanza tra la casa di Peppino e quella del mafioso Tano Badalamenti: cento passi.

Alla conclusione del percorso, i bambini hanno raggiunto un gruppo di coetanei che li attendeva in fondo al tragitto, mentre attorno si disponevano in semicerchio gli studenti delle altre scuole partecipanti, in un grande abbraccio collettivo nel nome della legalità.

La manifestazione si è poi conclusa intorno alle ore 12 con uno dei momenti più significativi della mattinata: la deposizione della corona d'alloro con picchetto d'onore presso l'incrocio intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli immortali della lotta alla mafia, i quali hanno dato la vita, in nome dello stato, per sconfiggere Cosa nostra.

Manifestazioni come questa assumono un valore fondamentale in territori come il nostro, dove la mafia continua a rappresentare un male radicato e persistente, che perpetra e si insinua sempre di più nella nostra società. Nel Foggiano, e in particolare a Cerignola, il contrasto alla criminalità organizzata non può limitarsi all'azione repressiva delle istituzioni, ma deve necessariamente passare dalla cultura, dall'educazione e dalla formazione delle nuove generazioni.

Per questo giornate come quella odierna sono indispensabili: servono a rompere il silenzio e soprattutto a contrastare quella mentalità pericolosa, omertosa che porta ancora oggi ad idolatrare figure legate alla criminalità. La mafia non è forza, non è potere, non è rispetto. È violenza, sopraffazione e negazione della libertà.

E proprio le parole di Peppino Impastato restano ancora oggi più attuali che mai: "La mafia è una montagna di merda". Una frase dura, diretta, ma necessaria a veicolare un messaggio di condanna verso quel sistema che ogni giorno, lentamente, "distrugge" e soffoca la nostra città.
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